30 ottobre 2020

Care colleghe, cari colleghi segnaliamo innanzitutto il bando PRIN appena reso pubblico – https://www.miur.gov.it/web/guest/-/decreto-direttoriale-n-1628-del-16-10-2020-bando-prin-2020

Il CUN è impegnato in questi mesi a rivedere e aggiornare le declaratorie di tutte classi di laurea. La manutenzione ha come obiettivi generali quelli di: – aggiornare gli obiettivi formativi qualificanti delle classi all’evoluzione dei saperi, della società e delle professioni; – aggiornare gli sbocchi professionali delle classi all’evoluzione del mondo del lavoro; – aumentare, ove necessario, la flessibilità nella costruzione dei corsi di studio all’interno delle classi, mantenendone al contempo una piena riconoscibilità culturale e professionale; – assicurare al sistema una coerenza complessiva. 


Del processo è stata per tempo informata la consulta di area 14, per suo tramite, tutte le associazioni scientifiche. Ovviamente qualsiasi vostra osservazioni o proposta è benvenuta. Credo sia importante che questa revisione costituisca, per quanto possibile, l’occasione per una riflessione più ampia sul senso e l’articolazione dell’offerta formativa nelle scienze politiche e sociali. 

In queste settimane stiamo anche rivedendo la guida alla scrittura degli ordinamenti didattici che pubblicheremo quanto prima nella sua versione aggiornata.


29/05/2020

Si segnala la pubblicazione in G.U. il cd. decreto rilancio che, come avrete letto, contiene importanti interventi in materia di Università. In particolare, il capo (IX). I principali provvedimenti sono:

1. lo stanziamento per il 2021 di risorse consolidate (200 M€ annui) per il reclutamento in deroga alle facoltà assunzionali di Ricercatori tipologia B. La misura consentirà l’accesso al reclutamento anche ad atenei con limitate disponibilità di punti organico ed è aggiuntivo rispetto al “piano straordinario” già in essere (legge 28 febbraio 2020, n. 8) – misura analoga è destinata agli enti di ricerca.

2. il finanziamento di un nuovo programma per lo sviluppo di Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) per 250 M€ nel 2021 e 300 nel 2022 – i due precedenti bandi, 2015 e 2017, avevano avuti destinati rispettivamente e 90 M€ e 390 M€.

3. l’incremento del fondo di finanziamento ordinario per il 2021 di 100 M€ che, dal 2022, sono aumentati e consolidati a 200 M€. Parallelamente si amplia la previsione di fabbisogno finanziario per gli atenei (art. 238 comma 8) per la gestione delle risorse incrementate.

Ulteriori interventi, per cui si rimanda al testo in calce, prevedono il finanziamento dei progetti internazionali di cui al DM. 593 del 2016 e 40 M€ previsti per il diritto allo studio che vanno a sommarsi a quanto già stanziato dalla finanziaria approvata lo scorso dicembre e piccoli interventi di semplificazione amministrativa.

Su tutto questo il CUN si espresso con la mozione “Proposte emendative al capo IX “Misure in materia di università e ricerca” del D.L. 34/2020 (c.d. Rilancio)” che vi allego e in cui, in considerazione della conversione in legge del decreto, proponiamo una serie di integrazioni.

In ultimo, si segnalano

1. i decreti relativi ai piani straordinari di reclutamento dei ricercatori di tipo B e progressioni di carriera Ricercatori con ASN

2. il decreto relativo agli interventi di potenziamento delle infrastrutture tecnologiche delle università statali 2020


9/4/2020

Il Ministro, prof. Manfredi, ha appena resa pubblica una nota con la quale informa che “che è mia intenzione apportare delle modifiche alle Linee Guida adottate in data 29 novembre 2019, allo scopo di differire di un semestre la data finale di completamento delle stesse”. La nota chiarisce che le attività della VQR prenderanno avvio solo a partire da prossimo semestre e che il MIUR intende modificare il DM contenente le linee guida della VQR.


3/4/2020

Il CUN si è riunito in via telematica il 3 aprile riprendendo l’ordinaria gestione, in particolare l’analisi degli ordinamenti didattici. La riunione è stata anche occasione per fare il punto delle principali criticità del sistema universitario. La prima di queste, non certo per ordine di importanza, è la VQR. L’ipotesi di rinviare al prossimo anno l’esercizio di valutazione (quindi a partire dal 2021) e di intervenire contestualmente per modificare su alcuni punti importanti il DM riguardante le linee guida è in campo, ed è fortemente sostenuta da comunità scientifiche e in generale dalla comunità universitaria, ma anche dai Rettori e – si auspica – dal Miur. Quindi la scelta operata dall’Anvur di rivedere il calendario sarebbe un adeguamento “tecnico” operato dall’agenzia in considerazione della crisi in atto e in assenza di indicazioni ministeriali. Certo è che nei prossimi mesi tutte le energie degli atenei dovranno essere impegnate nella gestione – complessa – di un auspicabile rientro dalla crisi. Il CUN ha comunque licenziato un documento in cui si associa alle richieste di rinvio:

Peraltro, e per quanto concerne l’Anvur, avrete certamente saputo di una recente deliberazione del Tar del Laziohttps://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza?nodeRef=&schema=tar_rm&nrg=202001531&nomeFile=202002187_06.html&subDir=Provvedimenti che prelude forse all’annullamento dell’elezione dell’attuale presidente ANVUR, aprendo uno scenario certamente inedito. Ma attendiamo la deliberazione finale della corte per avere scenari chiari sul futuro.

Il CUN ha quindi licenziato un documento di sostegno al sistema sanitario nazionale e alla comunità universitari. Il CUN ritiene peraltro indispensabile un drastico rinvio di ogni scadenza normativa al fine di permettere al sistema universitario di fronteggiare gli ostacoli enormi, presenti e futuri, che derivano dalla prosecuzione delle attività istituzionali e che richiedono estrema flessibilità. Il CUN ribadisce il suo costante impegno, per contribuire, in concreto, al superamento di questo periodo di emergenza per il nostro Paese.


Una seconda informazione è relativa alla necessità che il Ministro ha discusso col presidente CUN di definire da subito “un piano per la ripartenza” (ne trovate indicazioni in alcuni interviste al Ministro recenti) in considerazione del fatto che comunque evolva la situazione il sistema universitario non riprenderà il nuovo anno accademico nelle condizioni pre-Covid19. E’ molto probabile che anche tutto il primo semestre del prossimo anno accademico debba svolgersi parzialmente o del tutto on-line. Questo pone tutta una serie di problemi di difficile risoluzione, ad esempio sugli esami scritti, sui tirocini obbligatori o sulle attività di laboratorio oltre che domande sulla infrastruttura informatica che dovrebbe reggere a lungo termine questo sforzo.


Segnaliamo anche una nota della riunione della Commissione didattica della Crui che presenta una rassegna dei problemi in campo. Troverete anche una nota di rassegna della Crui sullo stato dell’arte della didattica erogata n queste settimane dai nostri atenei. 

Si segnala, infine, una interessante lettera dell’Associazione dei Dottorandi e dei Dottori di Ricerca in Italia (ADI) sulle principali criticità determinate dalla crisi. 



19/03/2020

Si segnalano le disposizioni previste nel DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18 Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Tra le misure previste per l’Università figurano (limitatamente a quanto di stretto interesse per la nostra area):

– un fondo per le esigenze emergenziali del sistema dell’Università con una dotazione pari a 50 milioni di euro nonché la sospensione di 6 mesi per il pagamento delle rate a scadenza luglio e relative crediti agevolati concessi dal Ministero, e misure conseguenti relative agli ammortamenti.

– in deroga alle disposizioni dei regolamenti di ateneo, l’ultima sessione delle prove finali per il conseguimento del titolo di studio relative all’anno accademico 2018/2019 è prorogata al 15 giugno 2020. Conseguentemente è prorogato ogni altro termine connesso all’adempimento di scadenze didattiche o amministrative funzionali allo svolgimento delle predette prove.

– nel periodo di sospensione della frequenza delle attività didattiche le attività formative e di servizio agli studenti, inclusi l’orientamento e il tutorato, nonché le attività di verifica dell’apprendimento svolte o erogate con modalità a distanza secondo le indicazioni delle università di appartenenza sono computate ai fini dell’assolvimento dei compiti e sono valutabili ai fini dell’attribuzione degli scatti biennali, nonché ai fini della valutazione per l’attribuzione della classe stipendiale successiva. Queste disposizioni si applicano anche ai fini della valutazione dell’attività svolta dai ricercatori a tempo determinato. Allo stesso modo, nel periodo di sospensione di cui al comma 1, le attività formative ed i servizi agli studenti erogati con modalità a distanza secondo le indicazioni delle università di appartenenza sono computati ai fini dell’assolvimento degli obblighi di cui all’art. 23 della legge 30 dicembre 2010 n. 240.

– Le attività formative svolte ai sensi dei precedenti commi sono valide ai fini del computo dei crediti formativi universitari, previa attività di verifica dell’apprendimento nonché ai fini dell’attestazione della frequenza obbligatoria.

– Con riferimento alle Commissioni nazionali per l’abilitazione alle funzioni di professore universitario di prima e di seconda fascia, per la tornata dell’abilitazione scientifica nazionale 2018-2020, i lavori riferiti al quarto quadrimestre si concludono entro il 10 luglio 2020. Conseguentemente è differita al 11 luglio 2020 la data di scadenza della presentazione delle domande nonché quella di avvio dei lavori delle citate Commissioni per il quinto quadrimestre della tornata 2018-2020, i quali dovranno concludersi entro il 10 novembre 2020

Quanti ai lavori del CUN, oltre all’analisi degli ordinamenti didattici, vi segnalo la MOZIONE IN MERITO ALLE PREVISIONI CONTENUTE NEL DL 162/2019 RELATIVE AL SISTEMA UNIVERSITARIO (RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO DI CUI ALL’ART. 24, C. 3 LETTERA B) E RICERCATORI A TEMPO INDETERMINATO).

Il CUN, giudicando non adeguato per le esigenze del sistema universitario il pur apprezzabile piano straordinario per l’assunzione di 1600 RTDb inserito nel decreto “Milleproroghe”, con un investimento previsto di 95.5 ML €, e del tutto insufficiente il finanziamento di 15 ML € riservato ai RTI in possesso di ASN, commisurato a circa 1000 RTI, perché non consente la progressione di carriera dei 4200 ricercatori ad oggi abilitati e perché eccessivamente dilatorio, ha approvato il testo di una mozione. Chiede un più consistente piano di reclutamento di RTDb, stabile e continuativo negli anni, oltre a un intervento legislativo che, attraverso un congruo e immediato finanziamento, attribuisca ai RTI che conseguono l’ASN il diritto di essere valutati ai fini della chiamata nel ruolo dei professori di seconda fascia ex art.24, c.6 della l. 240/2010, analogamente a quanto previsto dall’art.24, c.5.

In ultimo, lo scorso 18 febbraio è intervenuto in aula il prof. MANFREDI. Nel suo intervento introduttivo ha delineato le priorità del suo Ministero e riconosciuto la peculiarità del CUN, per la sua natura di organismo rappresentativo delle discipline. Quindi è intervenuto presentando all’Aula le posizioni del MUR e lo stato delle decisioni prese e ancora in corso, su: le politiche sul reclutamento, con particolare riferimento all’accesso al ruolo; i regolamenti adottati dagli Atenei in materia di selezione e valutazione dei Professori di prima e di seconda fascia; le chiamate dirette; i provvedimenti relativi ai ricercatori a tempo determinato di tipo b); la revisione della classificazione dei saperi in relazione alla valutazione della ricerca e alla struttura dell’offerta formativa; la revisione delle classi di corsi di studio, anche in relazione alla necessità di una innovazione dei contenuti e dei metodi della didattica; l’orientamento; gli stanziamenti previsti per il passaggio al ruolo di PA per i Ricercatori a tempo indeterminato; lo stato del finanziamento pubblico all’università; il rafforzamento della dimensione internazionale delle università; il bando per la VQR; la formazione degli insegnanti; il dottorato di ricerca.